Arte nel Parco 2026, il 5 e 6 settembre è tornata la rassegna con mostre, danza e poeti al Parco delle Cave
A cura di APP – Alliance Park Project
Sabato 5 e domenica 6 settembre il Parco delle Cave ha ospitato la quarta edizione di Arte nel Parco, la rassegna promossa dal mensile “il diciotto” insieme ad APP – Alliance Park Project, con il patrocinio del Municipio 7 e il sostegno di Terme De Montel. La direzione artistica è stata affidata, come nelle edizioni precedenti, a Stefano Valera.
Il programma si è sviluppato lungo tutto il parco, tra le sedi delle associazioni di APP che hanno aderito, le cascine storiche (Cascina Caldera e Cascina Linterno) e alcuni spazi esterni al perimetro del parco, con mostre di pittura, fotografia, installazioni, e un contorno di performance dal vivo, laboratori e camminate guidate.
La calligrafia dal vivo di Shuhei Matsuyama a Cascina Linterno
Tra gli appuntamenti più attesi della domenica mattina, a Cascina Linterno si sono svolte due esibizioni collegate dell’artista giapponese Shuhei Matsuyama: una performance di karate e una di calligrafia dal vivo.
Le esibizioni si sono distinte per l’accostamento inedito tra il gesto calligrafico e i movimenti del karate, in un dialogo tra disciplina artistica e arte marziale.
La performance è stata accompagnata dall’esposizione delle opere della serie “Shin-On”, che il pubblico ha potuto ammirare negli spazi della cascina nel corso della giornata.
Il significato del kata nell’esibizione di Karate
Nel Karate, il kata è la forma più alta di espressione tecnica: una sequenza codificata di movimenti che il praticante esegue da solo, immaginando un vero scambio di colpi con uno o più avversari. Ogni gesto — un affondo (tsuki), un calcio (geri), una parata (uke) — nasce da un’applicazione marziale reale, anche se qui viene eseguito nel vuoto. Non è semplice coreografia: è la traduzione fisica di princìpi come il controllo della distanza (ma-ai), la generazione della potenza dal bacino (kime) e la respirazione ritmata con il movimento.
INORI (祈): il significato della preghiera
Al termine della performance, il Maestro Matsuyama ha dipinto su carta bianca il carattere INORI (祈), che significa “preghiera”. La preghiera è una pratica comune a molte religioni: rivolgersi al sacro con la parola o con il pensiero, per lode, richiesta d’aiuto, ringraziamento o semplice raccoglimento.
In Giappone assume forme diverse: nello shintoismo si esprime con gesti rituali nei santuari — inchino, battito delle mani, offerta — rivolti ai kami, le divinità e gli spiriti della natura; nel buddhismo attraverso la recitazione di sutra, la meditazione, l’incenso. La preghiera non è solo richiesta, ma anche gratitudine verso ciò che ci circonda e desiderio di armonia con il mondo: un gesto antico che unisce il gesto umano al mistero del sacro.











